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I Congresso Nazionale della SIEC
 
 
   
 
Autorità, Invitati, Speakers, Colleghe, Colleghi,

Desidero ringraziare tutti i partecipanti a questa manifestazione scientifica, ma in particolare il nostro Presidente Onorario, Sir Alfred Cuschieri, il Professor Bernd Manegold, gli ospiti stranieri e italiani e il Professor Franco Mosca, per averci onorato della loro presenza, che dona lustro a questo primo Congresso Nazionale della nostra Società. Una Società che si affaccia, oggi, per la prima volta, sullo scenario scientifico, certo con grande rispetto, ma anche con piglio deciso, consapevole com’è di avere davanti importanti traguardi da raggiungere.

La Società si occuperà prima di tutto di se stessa. Pertanto, dovremo tenere sempre presente che il suo carattere aggregante e fondante, sua causa e suo fine, è quello scientifico. Non, come spesso accade, un’Associazione tesa a difendere dei privilegi, a rivendicare dei diritti, a confermare degli status quo. Essa non può, non deve e non vuole abdicare al ruolo basilare di Associazione scientifica. La SIEC pertanto, deve promuovere studi, sovvenzionare o commissionare ricerche, coordinare e cooperare a programmi di formazione. Dovrà darsi una forza ed una credibilità che solo i Soci le possono dare. Una forte identità societaria – lo ripeto, un’identità scientifica - sarà, allora, in grado di stimolare, suscitare e coltivare in tutti i Soci lo spirito di appartenenza. Non per mezzo di sterili esortazioni, ma sulla base di iniziative e progetti concreti: dovremo operare, quindi, perché la SIEC divenga rapidamente il punto di riferimento scientifico e culturale di tutti coloro che si dedicano all’endoscopia chirurgica. Operare per progetti, dare fondamento e struttura alla disciplina chirurgica, realizzare la multidisciplinarità. Questi i contenuti.

Ma, anche moralità. E la morale non può fondarsi sulla scienza, né sul conflitto e la competizione. Non può fondarsi solo sulla ragione, né sul puro dovere. Perché ci sia morale occorre uno slancio interiore, una passione che ci porti al di là di noi stessi, al di là dell’egoismo, nel regno dell’altruismo e dell’entusiasmo. Occorre avere una meta, una fede, ideali, valori. Solo se crederemo in ciò che faremo e avremo fiducia nelle persone che fanno il nostro stesso cammino, sarà possibile trasmettere, creare o anche solo conservare negli altri l’entusiasmo. E per fare tutto questo, dovremo possederlo, l’entusiasmo. Questa dovrà essere l’anima della nostra Società.

Sempre nel rispetto delle regole che ci siamo dati e che potremo modificare, se la maggioranza dei soci lo vorrà. Ma, dovremo crederci fermamente nel nostro futuro e, prima di tutto, convincerci che il rispetto delle regole e l'attaccamento al nostro ideale comune costituiscono una grande realtà positiva, in cui tutti hanno da guadagnare. E sarà necessario aver sempre presente anche il rispetto dei cardini sui quali è stata fondata la nostra aggregazione, che non potranno e non dovranno mai venir meno.

Contenuti, anima e regole. Solo con questi caratteri e con questa struttura un’aggregazione di professionisti potrà affrontare l’impellente necessità di discutere metodiche, indicazioni, complicanze che la professione presenta nella pratica quotidiana. Ma non possiamo dimenticare che la natura è violenta e che per vivere siamo costretti alla lotta, perché c’è sempre il momento dello scontro. Come diceva Eraclito, “la guerra, il pòlemos, di tutte le cose è padre, di tutte le cose è re”. E il nostro scontro, la nostra battaglia sarà contro il dubbio, che ci dovrà spingere a chiarire, a ricercare ciò che sta dietro. Attraverso i progetti. In perenne rinnovamento. Per questo non rinunceremo a combattere e ci lasceremo convincere a gettarci continuamente nella lotta.

Tutto questo non è solo futuro. Abbiamo già avviato contatti con i Governi di alcuni Stati esteri per una collaborazione scientifica e formativa comune. Stiamo lavorando ad un progetto di interesse nazionale che riguarda la razionalizzazione delle risorse. Stiamo valutando e valorizzando nuove metodiche endoscopiche ancora non introdotte in Italia. Ne è un esempio la duttoscopia della mammella, della quale si parlerà per la prima volta proprio in questo Congresso. Considerato, però, che viviamo e operiamo in una realtà non solo italiana e che lo scambio e la collaborazione fra Paesi diversi sono fondamentali, a supporto e tutela di una efficace collaborazione scientifica europea stiamo dando vita, con la collaborazione degli ospiti ed amici stranieri qui presenti, a una Società Europea di Endoscopia Chirurgica, sulla base dello Statuto già approvato. E non trascuriamo certo il confronto delle esperienze quotidiane, professionali e ideologiche, perché fonte del vero progredire. Un progetto ambizioso ma, perciò stesso, stimolante che, ne sono certo, noi sapremo sviluppare in modo adeguato.

A questo punto, consentitemi di indirizzare un grazie sentito a Giorgio Sartoni. Grazie ai Presidenti e ai Moderatori delle sessioni. Grazie, soprattutto, ai Relatori per il tempo che hanno dedicato all’elaborazione dei loro lavori, che ascolteremo con piacere ed interesse. E grazie ai partecipanti, per aver individuato in questo evento un momento importante della loro formazione continua. Grazie agli sponsor, senza la cui benevola partecipazione questa manifestazione non avrebbe avuto luogo, e alla Signora Francesca Fiorentini e ad Angela per l’enorme pazienza che hanno dovuto mettere in campo.

A tutti, ma proprio a tutti, grazie. E, buon lavoro

 

   
   
 
         
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